4 consigli per scrivere un Business Plan

“La prima volta non si scorda mai”. Ricordo il mio primo Business Plan come se l’avessi scritto ieri, o meglio ricordo tutte le difficoltà, i dubbi e le revisioni fatte.

Era un luglio torrido e io chiuso in ufficio a lavorare mi trovavo a chiudere le ultime pratiche prima di andarmene in vacanza. Da un po’ avevo in mente un progettino editoriale, niente di troppo impegnativo (pensavo) e tra una pausa pranzo e una pausa caffè ne parlavo con chiunque potesse darmi una mano a perfezionare l’idea. Poi d’un tratto venne il momento di concretizzare il tutto, eravamo fermamente convinti del nostro progetto, non ci restava che buttare giù il tanto temuto Business Plan.

“Bene… Da dove partiamo?”

1. Comincia a scrivere

Semplice, tu comincia a scrivere. Non importa quanto l’idea sembri perfetta nella tua testa, nel momento in cui andrai a buttare giù un Business Plan cominceranno a palesarsi variabili impreviste, imprevisti imprevisti, non per forza in ottica negativa, ti troverai di fronte anche nuove opportunità di business che non avevi considerato, quindi ripeto: tu comincia a (tra-)scrivere la tua idea e non aspettare un momento che sia perfetto per iniziare, ogni momento è ottimo! Nella prima bozza non curarti degli errori grammaticali o di sintassi, li correggerai in una delle mille revisioni che farai, questa prima stesura servirà a te per schiarirti le idee, quindi non aver paura di aggiungere link esterni, disegni o diagrammi che ad un occhio esterno potrebbero sembrare incomprensibili.

E così ci riunimmo attorno ad un tavolino con fogli e penne, ognuno con le proprie idee. Ora che le avevamo su carta potevamo cominciare a svilupparle con schemi, note, proposte grafiche, slogan e qualsiasi elemento che potesse essere utile al processo di “concretizzazione” delle idee del Business Plan.

2. Analizza i competitor

Sarebbe bello poter saltare a piè pari questo punto, ma fidatevi è fondamentale farlo con attenzione: cerca, osserva e (soprattutto) impara dai competitor che già sono attivi in quella selva che è il mercato. Statisticamente parlando è molto probabile che la tua idea geniale alla quale nessuno è mai arrivato prima d’ora ha già chiuso un round di finanziamento milionario dall’altra parte del mondo, mi dispiace ammetterlo ma in Italia non siamo proprio i primi a livello di innovazione e progresso.

Se non sai come iniziare questa analisi ti consiglio (dopo aver cercato su Google/LinkedIn/Facebook/Twitter/Instagram) di farti un giro su Registro Imprese, uno strumento formidabile se usato con giudizio.

La lista dei competitor era finita, accanto ad ognuno avevamo segnato punti di forza, punti deboli e come agire per dare un servizio e ottenere un risultato migliore. C’erano abbastanza clienti per tutti.

3. Esegui l’analisi SWOT

Fare la SWOT Analysis. Categoricamente. Senza dubbio il momento di maggiore consapevolezza sul prodotto la raggiungerete facendo l’analisi SWOT. Per chi si stesse chiedendo cosa sia l’analisi SWOT, in brevissimo, un’analisi di:

  • Strengths – Punti di forza interni rispetto alla concorrenza;
  • Weaknesses – Punti deboli rispetto al mercato;
  • Opportunities – Opportunità esterne da valorizzare per favorire la riuscita del progetto;
  • Threats – Minacce e rischi dall’esterno che potrebbero influire negativamente sulla buona riuscita del lavoro.

Per aiutarvi in questo particolare momento di analisi interna confrontatevi con i soci e non abbiate paura di esprimere tutti i dubbi e le insicurezze. Parlate con persone di esperienza, del settore e non, magari inizialmente farete fatica ad esporvi, ma non abbiate paura di mettere in gioco le vostre stesse idee. In più parlare con altri imprenditori, vi aprirà porte per conoscere nuove persone e avviare collaborazioni win-win.

SWOT Analysis

4. Pianifica il break even

Ok sappiamo tutti che i business plan nel 99% dei casi non rispecchiano il reale sviluppo aziendale, sia in positivo che (purtroppo) in negativo, ma fare una previsione degli step principali del nostro percorso è importante. Lo step più agognato dagli imprenditori, ancor di più dagli startuppari, è senza dubbio il “break even point“, il punto di pareggio.

Accanto al vostro bel business plan costruitevi una roadmap e soprattutto fate una previsione del raggiungimento del break even point. Oggi purtroppo non possiamo più avviare progetti senza un chiaro metodo di monetizzazione funzionante dal giorno 1, gli investitori e le banche sono sempre più restii a concedere fondi, la maggior parte delle startup che riescono a superare il primo anno sono quelle che cominciano fin da subito a monetizzare, che hanno fame di fatturato e spesso sono autofinanziate.

Give me six hours to chop down a tree and I will spend the first four sharpening the axe

Abraham Lincoln

Infine ricordatevi che comunque vada il business plan è un documento importante, ma non deve mai trasformarsi in una limitazione. Se avrete la possibilità di non rispettare il piano per cogliere delle opportunità non previste non abbiate paura buttatevi o lo rimpiangerete.

P.S. Vi lascio qualche documento di esempio scaricabile che in passato mi è stato molto utile: Business Plan Example, Cash Flow Template, Profit and Loss Template, Sales Forecast Template.